

Le parole che non vorremo usare. L'arena delle balle di paglia non è nè un festival nè un evento. Non ci piacciono.
Ma non sappiamo quali termini usare.
L'arena di paglia è la metafora del nostro modo di vivere.
Bauman è il grande maestro del pensiero liquido, noi siamo invece i contadini del pensiero di paglia.
Che differenza c'è tra il pensiero liquido e quello di paglia?
Il pensiero liquido scorre, è un'identità che muta e non trattiene.
Quello di paglia è solido ma non solido come il ferro, è solido come la paglia di un giaciglio, si adatta e ti accoglie, si lascia modellare e spinge alla relazione. Dà identità, ma non resta ferma, rinnova l'emozione, fa scorrere le relazioni.
E' il cordone ombelicale della nostra terra.
E' una parte di noi stessi, senza saperlo.
Con la paglia si può costruire un programma culturale.
Diteci la vostra.
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Ogni serata degli otto giorni ha un suo titolo. Proporre cultura e musica mescolando le carte in un altro modo, seduti su una balla di paglia a mangiare piadina con salumi e bere birra.
E poi c'è Nada con la sua musica e i suoi gruppi in un'arena organica, il nuovo Ponte Belvedere con le apparizioni notturne, due cantieri di gioco e creatività, le foto dell'arena e della campagna con la luce della luna, la grande Luna di Primola, il Bagno 62 - Lido Maginot, i paesaggi con finestre e specchi di Dabucbalicbu, che non abbiamo capito neanche noi cosa siano.
PIU' DELLA QUANTITA' CI INTERESSA LA QUALITA' DELLE RELAZIONI