Discorsi da bar con film Sparaguaj in biblioteca (03/02/2026)

Gianni Celati in una foto di Luigi Ghirri nel 1983

Biblioteca Cotignola Venerdì 6 febbraio, Corso Sforza 24: paesaggi letterari e film

Vi consigliamo di prenotare: 366 37 34214 (solo WhatsApp) primolacotignola@gmail.com

  • Ore 20 Discorsi da bar a casaccio sul nulla della via Emilia, ricordando Celati con Jessica Nati
  • Ore 21 Sparaguaj film: IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL, di Hayao Miyazaki (2004, 119 min) (Critica: capolavoro)

Jessica di Cotignola ha appena concluso la sua tesi di laurea su Gianni Celati (1937-2022 scrittore, traduttore saggista) l’autore di Visioni di case che crollano, Verso la foce, Narratori delle pianure che ha ispirato un filone letterario sulla Via Emilia di Ermanno Cavazzoni, Paolo Nori, Daniele Benati, Ugo Cornia, Jean Talon, molti dei quali ospiti all’Arena delle balle di paglia.

Jessica fino a due anni fa non conosceva Celati. E’ entrata in questo mondo letterario non sappiamo come, né cosa abbia scoperto.

Ci piace incontrarla nel nostro bar delle 20 aperto in biblioteca nei venerdì di febbraio e marzo prima del film delle 21.

Non vogliamo fare una conferenza di presentazione, ma una conversazione libera propia a Casaccio con la ragazza Jessica che ci racconterà quel che sa su questa Via Emilia.

L’ispirazione della serata la troviamo nelle parole di Celati, e qui in biblioteca, con la bibliotecaria di Cotignola che ci accoglie.

  • Nella prefazione a un libro pubblicato da Feltrinelli nel 1999 e intitolato Racconti impensati di ragazzini, Gianni Celati ha scritto:

«L’anno scorso sono andato in una scuola, e il bibliotecario mi ha portato nella biblioteca che stava riordinando. Su un lungo tavolo c’erano delle montagnole di libri, romanzi di nuovi romanzieri, e il bibliotecario me li illustrava, prendendoli su uno ad uno: “Questo tratta del problema del disagio dei giovani. Questo tratta del problema della donna. Questo tratta del problema della devianza e della tossicodipendenza”. Ho chiesto: “Ma non ce n’è nessuno che non tratti nessun problema?”. Lui sembrava che non capisse, forse anche perché era stanco di spiegarmi. Ma sono sicuro che nella sua mente aveva questo pensiero: “Come, un romanzo sul nulla? Cosa mi viene a raccontare, questo tizio qui?”.

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