A luglio abbiamo immaginato un paesaggio (26/05/2026)

A luglio abbiamo immaginato un luogo. Non un luogo preciso, ma una valle.
Una valle degli orsi di fiume, dove l’aria sa ancora parlare piano.

Ci siamo imbarcati dal fiume Senio, con le balle cariche di sogni e una parola cucita addosso: 𝐄𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚.
La diciamo così, in spagnolo, perché sembra più capace di contenere il Noi.

Gli orsi di questa valle non ruggiscono. Camminano in silenzio.
Sono umani timidi, solitari, pieni di foreste dentro.
Non vogliono essere salvati, vogliono solo uno spazio dove restare.

Tra gli argini e il canale abbiamo visto un’Arena diventare rifugio.
Una comunità nascere lentamente attorno ai colori dell’estate.

Forse Esperanza è proprio questo:
portare una barca piena di persone dentro un paesaggio immaginato,
e accorgersi che, a forza di sognarlo insieme, 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐.